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MATER.NATURA |
Dal 21 aprile è in programmazione nei cinema di tutta Italia (vedi sotto l'elenco delle sale) il film "Mater Natura" di Massimo Andrei che ha ricevuto ben 3 premi all'ultimo festival del cinema di Venezia e che vede oltre la piccola ma importante partecipazione di HER (in cui suona e canta anche "Se avessi te") anche quella dell'onorevole Vladimir Luxuria, di Maria Pia Calzone, Enzo Moscato e tanti altri, vi consiglio di non perderlo perchè si tratta di 1 film che tratta temi molto importanti ma con "leggerezza", capace nello stesso tempo di far divertire e riflettere gli spettatori... Potete anche lasciare un messaggio sul forum del sito ufficiale del film: http://www.maternaturafilm.it/forum/viewforum.php?f=13 |
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MATER NATURA | |
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L'allestimento spoletino del Ritratto - in prima mondiale - ha rischiato di non andare in scena per l'intervento prefettizio richiesto dalla Fondazione Carmelo Bene: ufficialmente per un'asserita illegittimità della cessione dei diritti di rappresentazione, in realtà per una banale baruffa fra Vedove d'Artista, maschere già implausibili sulla scena di rinnegata borghesia degli Strehler e dei Moravia, ora decisamente grottesche al cospetto di un cantore dell'oltraggio tanto coniugale quanto autoriale come Carmelo Bene. Oltraggio che costituisce appunto la cornice del Ritratto, da lui definito "irrappresentabile" non certo per motivi drammaturgici (come avrà saggiamente intuito il prefetto rigettando il ricorso della Fondazione imperniato proprio su quell'aggettivo) bensì - e queste sono le parole esatte di Bene - "per la semplice (ingiustissima) ragione che il codice penale non consente a nessuno di ridurre in mille pezzi, impunemente, un'attrice". Come in linea figurata si prefigge di fare il personaggio Luisolo ai danni del personaggio Semprelei, protagonisti di questo liberissimo tributo beniano alla vicenda di Maria Goretti e del suo carnefice Alessandro Serenelli. Sulla scena, con il bel décor in stile scuola di New York firmato da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, agiscono due coppie di amanti che, sorta di io siamese l'una dell'altra, recitano in parallelo e con sfasature variamente accentuate un identico copione. E' Bene al suo meglio: blocchi di testo & gesto concepiti o cooptati unicamente per le loro doti benegeniche, frangenti plastici e sonori come sempre modellati da Bene su se stesso in quanto ruolo anziché attore; quadri di passione e morte in cui sia Masoch sia Maria Goretti - così come la relativa sublimazione del martirio in godimento tramite proroga dell'uno e protesto dell'altro - sono una semplice e neppure tanto insistita scusa per inscenare pose e inforcare costumi con cui piacere ma innanzitutto piacersi: veri e propri "tableaux mourants" a base di sansebastiani trafitti di spighe, depretato posizioni classicheggianti con madonne aureolate di lampadine, ostensioni cardiache e altri quadri forieri di suggestioni a braccio. Un bric-à-brac di gran fascino il cui senso ultimo non è quello fumoso e involuto cui di solito provvedono le note di regia e i sempre volenterosi esegeti bensì la celebrazione della macchina visiva e acustica chiamata Carmelo Bene, ordigno capace di cavare suoni e immagini di madornale bellezza da un poliedrico nulla di ossimori corrivi e luoghi comuni della letteratura feuilletonistica. E la perfezione con cui i panni da lui disegnati per se stesso aderiscono al corpo dei quattro attori (Marussia Kevral, Debora Migliavacca, Alessandro Sciusco, Saba Salvemini, con la superba regia di Giampiero Borgia) non fa che dimostrare la natura di pura maschera del Carmelo Bene teatrale, innescando un paradosso che forse non avrebbe lusingato l'uomo ma avrebbe sicuramente fatto la gioia dell'autore: finalmente sgombra della sua presenza animale - troppo autoindulgente per trattare i testi col distacco e il rigore necessari - l'entelechia beniana riesce pienamente a vedere la luce della scena, e lo fa proprio nell'irrappresentabile Ritratto di Signora. [ Da: www.spoletoonline.com ] |